IL TAR RESTITUISCE LA LICENZA NEGATA PER UNO SPINELLO DI 15 ANNI FA! Stampa
Scritto da Dott. Bruno Gazzola   
Lunedì 19 Maggio 2014 13:40

A VERONA LA QUESTURA NEGA IL RINNOVO

DELLA LICENZA DI CACCIA

PER UNA LIEVE CONDANNA DI 15 ANNI FA PER UNO SPINELLO

MA IL TAR VENETO RENDE GIUSTIZIA AL CACCIATORE



E' ormai un anno che il nuovo dirigente la squadra amministrativa della Questura di Verona ha messo in atto un semplice quanto efficace sistema per ridurre drasticamente il numero delle licenze di caccia e di tiro a volo, consistente nello spulciare i fascicoli di chi presenta la domanda di rinnovo della licenza, per vedere se magari vent'anni prima c'era stata una condanna per un piccolo reato, anche contravvenzionale, oppure se il cittadino era risultato positivo all'alccol test, anche sforando di poco il limite imposto dalla legge.

Prima di questo "nuovo corso”, la Questura di Verona imponeva un ciclo di controlli e di analisi, prolungati nel tempo a chi era stato trovato alla guida di un'autovettura con un tasso alcoolemico superiore al consentito, ma se poi la commissione medica provinciale rilasciava il certificato di idoneità al termine del ciclo di controlli e di analisi, la licenza veniva rilasciata, proprio perché l'USL attestava che il cittadino risultava negativo da lungo tempo all'assunzione di alcool, e quindi non vi potevano essere rischi per la collettività, anche nel caso in cui la commissione medica avesse rilasciato il certificato di idoneità per uno, due o tre anni, invece dei consueti sei, per controllare ancora meglio il comportamento del cittadino.
Attualmente invece, nonostante il rilascio del certificato di idoneità da parte dalla commissione medica provinciale, la Questura nega il rinnovo della licenza di caccia o di tiro a volo, motivando così: “...che il periodo limitato di idoneità stabilito dalla commissione medica provinciale non permette di sciogliere, senza dubbio alcuno, il giudizio prognostico di affidabilità dell'istante in relazione all'uso delle armi”.

Il caso riportato nella sentenza che ho recentemente ottenuto dal TAR Veneto è semplicemente eclatante, in quanto riguarda un cacciatore che QUINDICI ANNI FA era stato trovato in possesso di una modestissima dose di Hascisch (circa quattrocento milligrammi), ed era stato sottoposto ad un prolungato ciclo di controlli ed analisi, al termine del quale gli era stata rinnovata la licenza di caccia.
Figuratevi la faccia dell'interessato quando l'anno scorso, dopo due rinnovi normalissimi, si è sentito dire che la licenza non gliela avrebbero rinnovata, proprio per quel fatto di quindici anni prima.
E nemmeno dopo ulteriori analisi e addirittura perizia psichiatrica e perizia psicologica, che attestavano l'assoluta normalità della persona e la totale assenza di rischio di aggressività, la Questura si è posta qualche dubbio: rinnovo negato!

Fortunatamente il nostro cacciatore, un po' per la consapevolezza di aver subito un vero e proprio sopruso, un po' perché poteva permetterselo (i ricorsi al TAR costano), decideva di seguire il mio consiglio e così abbiamo sottoposto il caso al Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto, che ha riconosciuto il pieno diritto al rinnovo della licenza nel caso in questione, ritenendo la carenza di istruttoria e di motivazione del provvedimento di diniego, in quanto l'unico elemento utilizzato dalla Questura di Verona, ossia la sentenza di quindici anni prima, era del tutto insufficiente a motivare un rifiuto di rinnovo di licenza, senza alcun altro valido motivo; purtroppo, come spesso accade, il TAR ha compensato le spese, il che vuol dire che il cittadino pur avendo ottenuto ragione (la licenza di porto di fucile gliel' anno data nel giro di una settimana), ha dovuto pagarsi le spese legali, mentre chi ha emesso il provvedimento clamorosamente sbagliato, non paga nulla.

Rimane da dire che certe Autorità, come il sindaco Tosi, supposto paladino dei cacciatori e presidente regionale di Federcaccia, sembrano non essersi accorte di cosa sta accadendo a Verona: che sia perché a lui la licenza l'hanno sospesa per pochissimo tempo,  dopo aver accidentalmente ferito con una fucilata una persona, mentre altri nelle sue stesse condizioni hanno dovuto fare ricorso e sono ancora in attesa di una risposta?
Buona lettura della sentenza.

Avv. Bruno Gazzola

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Ultimo aggiornamento Lunedì 15 Settembre 2014 08:17